Mondiali X35 a Scarlino: VeleRosa Rulez

Podio campionato Mondiale X35 di Scarlino… Eh già… Questo Mondiale X35 di Scarlino 2016 (organizzato dal Club Nautico Scarlino) è sorprendente.
Scommettendo sul podio, nessuno probabilmente avrebbe pensato alle VeleRosa, neanche loro.
Senza retorica possiamo pensare al Mondiale che premia un progetto curato e costruito mattone su mattone in tanti anni d’impegno, sacrificio e sudore.
E’ il Mondiale che insegna che i sogni possono realizzarsi, se si dà loro sostanza, che non si deve mollare niente, fino all’ultimo secondo.
E’ il Mondiale dell’anatroccolo che si trasforma in cigno. E’ il Mondiale delle VeleRosa.
Dopo mesi di preparazione in barca (Ready X Sea, della flotta Blue Project) e a terra le velette arrivano a Scarlino, alla chetichella, affrontando tutti gli adempimenti imposti dal Campionato del Mondo X35, controlli accurati d’equipaggiamento, stazze, vele (compresa la dieta ferrea per la tanto temuta pesa).
Arrivano a testa bassa, coscienti che sono giorni duri, faticosi e provanti, ma le ragazze del mare sono determinate a dare il meglio di sé, senza risparmiarsi.
Non rinunciano certamente a sorridere, in banchina con gli altri equipaggi, ma senza perdere la concentrazione, grazie anche a Duccio Colombi, di Phi!Number, coach e tattico.
Si inizia a gareggiare e le VeleRosa non sono ultime, non sono neanche a metà classifica, sono tra i primi!
La reazione, tacitamente condivisa, è ignorare il risultato e allo stesso tempo gioirne più che si può come se fosse l’ultima volta che si vede una classifica così favorevole.
Il secondo giorno il vento si alza, la “comfort zone” delle ragazze si assottiglia, già perché mentre intorno ai 10kn il sistema-barca-equipaggio-mare-vento corre al meglio, con l’avvicinarsi dei 15kn velette iniziano a faticare, non solo fisicamente, ma anche psicologicamente, mentre i “colleghi” maschietti iniziano a divertirsi, potendo sfoggiare tutta la loro virile potenza.
Le VeleRosa mantengono la concentrazione, incalzate dal coach iniziano a tirare fuori la cattiveria, ad aggredire le manovre e a reagire con la rabbia piuttosto che subire la pressione – in tutti i sensi – del vento e delle onde.
Le partenze sono conservative, la conduzione e la tattica portano a girare sempre tra i primi le boe, le velette difendono la terza posizione, ma i punti di distacco dagli altri team sono veramente pochi.
Ecco che da mascotte dei mondiali le VeleRosa diventano avversari, da temere, da controllare e soprattutto da vincere.
Sono a metà delle regate, la posizione da difendere aggiunge un bel carico psicologico, la strada è lunga e le donne del mare non intendono mollare.
In banchina si susseguono momenti di puro divertimento, come la “sangriata” globale (e squisita) preparata dal team spagnolo, le cene con gli equipaggi sono magiche, ma inizia a sentirsi una certa tensione.
È il terzo giorno, nessuno osa fare proiezioni sul futuro, le VeleRosa sono terze e fuori c’è un bel vento teso.
Da poppa a prua si sente aumentare la pressione, il ventone impone l’hiking estremo in falchetta, l’onda acuisce il dolore della pelle schiacciata tra la draglia e l’anca, i lividi si allargano, randa e spi sono macigni inamovibili, gli avversari non danno tregua all’equipaggio rosa.
È una giornata non troppo positiva, un po’ di errori funestano il morale, ma le velette difendono e presidiano la classifica.
Nel quarto e ultimo giorno, la parola d’ordine è profilo basso, concentrazione su ogni singola manovra, annullamento di tutto ciò che è successo prima e di ciò che accadrà alla fine della giornata, c’è solo il vento (sempre troppo) e l’onda da assecondare, l’avversario da contrastare, la barca da domare, il tattico da ascoltare e la manovra su cui reagire.
Le partenze si fanno concitate, il corpo a corpo con gli avversari aumenta, ma le furie rosa non abbassano la guardia, si va avanti, si regata, la classifica è in continuo movimento, come una “slot machine” impazzita, ma alla fine incalzate, spronate e guidate dal (grande) Coach Duccio, ce la fanno.
Ebbe ne sì è PODIO, è un terzo posto, ma è Podio al Campionato del Mondo X35 di Scarlino.
Le VeleRosa urlano, ridono, cantano, si abbracciano e si stringono.
La gioia è immensa, bella, tonda, inebriante come il migliore dei vini che si possa bere.
Per il team rosa è fantastico poter festeggiare con tutti coloro che le sostengono in questi anni, a iniziare dal Coach Duccio, fino ai mariti, fidanzati, parenti e amici che le aiutano, le accompagnano e tifano calorosamente (#iotiforosa).

Una menzione speciale va alla randista che nonostante l’infortunio del secondo giorno ha continuato a regatare, col sorriso sulle labbra e con entusiasmo, grande Serena!

Le VeleRosa si tuffano in questo mare di felicità che è un prezioso bagaglio per il futuro, infatti ci ricorda di aver il coraggio di sognare e di lottare affinché i sogni si avverino.

Ora c’è da pensare alle prossime sfide…

“Sail tuned, sail with VeleRosa!!!”
(di Licia Bologna)